Bova


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Impianto di derivazione dal fiume Adige origine del canale Adigetto

NOME: Bova Badia

LOCALITÀ: Badia Polesine (Rovigo)

DATA COSTRUZIONE: 1603-1604

NOTE STORICHE:

Il punto di origine dell’Adigetto si trova nel luogo che ora prende dal manufatto il nome di Bova Badia, ma che nei documenti più antichi è identificato come Punta del Pizzon. Nel corso del sec. XVI era dotato di incile di legno e semplici palizzate insufficienti ad una efficace regolazione. Nel 1596 gli abitanti di Rovigo, Badia e Lendinara inviarono a Venezia una supplica perché l’opera fosse fabbricata in pietra, in modo da poter meglio regolare l’afflusso d’acqua dall’Adige. Ottenuta l’autorizzazione nel marzo del 1600, la costruzione del sostegno – che segna l’avvio della regolazione stabile della Bova – venne attuata fra il 1603-1604. Nel 1755 bisognò completare altri lavori per disciplinare l’afflusso tramite pennelli in legno, da porre anche lungo il letto dell’Adige, ed eliminare tutto ciò che poteva pregiudicare lo scorrere dell’acqua nell’alveo in pietra.

Più radicale l’intervento effettuato in base al piano elaborato nel 1772 dall’ing. Lorgna: furono sistemate pietre sconnesse e platea, rialzate le mura dello spartiacque e, soprattutto, vennero costruite due grandi porte all’imbocco (1773), il casello-osservatorio e, poi, il manufatto di regolazione (1781).

Nuovi lavori di robustamento furono eseguiti nel 1827. Tutte le opere in questione avevano due scopi principali: consentire la navigazione e permettere la chiusura in tempo di piena.

Negli anni Cinquanta del Novecento il Genio Civile di Rovigo diede avvio ad importanti modifiche con la costruzione di un controsostegno in cemento armato dotato di paratoia metallica mobile, opera che però non fu mai completata totalmente e che venne demolita qualche anno dopo.

Fu a partire dagli anni Settanta che l’intero sistema della Bova fu riorganizzato considerando le funzioni di difesa idraulica e irrigue assunte dal canale: i lavori furono inseriti in un progetto generale di sistemazione dell’Adigetto, dall’origine a Badia fino alle Botti Barbarighe nei pressi di Pettorazza. L’aspetto attuale del manufatto si deve all’iniziativa del Consorzio Irriguo, in base agli interventi progettati dall’ing. Mario Zambon: fra il 1974 e il 1991 furono eseguiti l’adeguamento e la diaframmatura in corrispondenza dell’imbocco, la costruzione del bacino dissabbiatore, il nuovo manufatto di controsostegno. Risale al 1986 il progetto iniziale per la stazione di sollevamento, ripreso negli anni successivi, che ha previsto l’installazione di quattro elettropompe per l’alimentazione dell’Adigetto nei periodi di magra. I lavori in seguito alla soppressione del Consorzio Irriguo sono stati portati a termine dal Polesine Adige Canalbianco.

Ai primi anni 2000 risale la realizzazione di un sistema per la misurazione della portata in ingresso dall’Adige collegato con sistemi di telecontrollo delle paratoie poste lungo l’asta del fiume al fine di un razionale uso della risorsa idrica (prog. 13 giugno 2001, Tonino Ferrari).

Con la perizia dell’ing. R. Altieri in data 14 febbraio 2017, nell’ambito dei lavori di rinforzo delle arginature del canale Ceresolo per la formazione di un serbatoio irriguo – 2° stralcio, finanziati dal Ministero delle Politiche Agricole, sono stati recentemente realizzati i seguenti importanti interventi di manutenzione straordinaria: sostituzione di paratoie metalliche del sostegno; sostituzione apparecchiature elettromeccaniche di comando e controllo sia delle paratoie e sia del gruppo di pompaggio; ripristini e consolidamento delle strutture dell’edificio casello idraulico; manutenzione dei bacini di controspinta; manutenzione delle paratoie del controsostegno e loro automazione e telecontrollo; ripristini e consolidamento delle strutture in cemento armato del controsostegno. Il collaudo di detti lavori è avvento nel novembre del 2020.

Attualmente sono in funzione le seguenti n.4 elettropompe per una portata massima di 10 metri cubi al secondo:

n.2 elettropompe da 2500 l/s della potenza di 125 kW

n.2 elettropompe da 2500 l/s della potenza di 132 kW


Progetto finanziato dalla Regione Veneto – L.R. 5/09/1984, n. 50, art. 44
DGRV n. 618 del 11 maggio 2021 e n.1411 del 12 ottobre 2021

 

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