Chiavica di Calto


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Impianto di derivazione dal fiume Po

NOME: Chiavica di Calto

LOCALITÀ: Calto (Ro)

CONSORZIO ORIGINARIO DI APPARTENENZA: Bonificazione Bentivoglio (XVI-XVII sec.)

DATA COSTRUZIONE: 1620

NOTE STORICHE:

La chiavica di Calto, eretta nel 1620 per lo scolo in Po della Bonificazione Bentivoglio, era allo sbocco di un canale sul quale nel corso dell’Ottocento venne costruito un impianto idrovoro a servizio dei terreni di Calto, Ceneselli e Massa.

In seguito all’attivazione della Bonifica Padana, convogliate le acque di scolo verso il Cavo Maestro, la chiavica – ormai inutile – venne otturata. A differenza di altri manufatti simili che persa la loro funzione vennero demoliti, fu conservata perché ritenuta “provvidenziale” per posizione, stabilità e sicurezza: pochi anni dopo si decise la sua trasformazione in un manufatto di derivazione a scopo irriguo.

Il progetto 26.01.1909 (ing. Antonio Pedinelli) prevedeva innanzitutto l’abbattimento del cavedone di otturazione e della vecchia idrovora di Calto, posta a 52 metri dal manufatto; i lavori di adattamento al nuovo uso furono eseguiti fra il 1911 e il 1912 dalla Cooperativa braccianti di Massa Superiore. In quella occasione si procedette alla costruzione di chiavica e controchiavica, sistemazione del bacino di equilibrio fra le due e adattamento dello scolo. A garanzia di maggior sicurezza idraulica, il vecchio cunicolo all’interno della chiavica, dove in origine passava l’acqua che si riversava nel Po, fu utilizzato solo nella sua parte superiore per posizionare il nuovo canale di derivazione sottopassante l’argine del fiume; vennero inoltre sostituite le paratoie e ricostruito il casello-magazzino.

A partire dal 1919 si fecero scavi ed adeguamenti dei canali di distribuzione dell’acqua irrigua e un importante lavoro di riordino e rinforzo dei muraglioni venne eseguito in base alla perizia 20.09.1935 dall’impresa Piccini di Salara (i lavori terminarono nel 1939).

Un gruppo consistente di opere fu realizzato fra il 1955 e il 1967; in quella occasione oltre a riparare i danni creati dall’alluvione furono apportati rilevanti cambiamenti: si rialzò il piano di manovra e vennero ampliati e rinforzati i bacini di equilibrio.

Questi ultimi richiesero nuovi interventi di riordino fra gli anni Ottanta e Novanta, quando si intervenne anche per sistemare in manufatto nella parte verso il Po.

Nell’alveo del fiume, davanti al mandracchio si ritenne inoltre opportuna la costruzione di un impianto di sollevamento elettromeccanico che sopperisse alla mancanza di acqua durante i periodi di magra. Terminato nel 1979 il nuovo dispositivo, appoggiato su pali di cemento armato, venne dotato di elettropompe ad asse verticale in grado di sollevare l’acqua dal fiume e mandarla attraverso la chiavica alla canaletta di derivazione tramite la quale avviene la distribuzione.

Lavori di ammodernamento che si sono succeduti anche negli anni 2000 hanno trasformato via via la chiavica nella più grande delle cinque prese polesane che attingono dal fiume Po.

Attualmente sono in funzione n.3 elettropompe per una portata massima di 4,2 metri cubi al secondo:

n.2 elettropompe da 1400 l/s della potenza di 125 kW

n.1 elettropompa da 1400 l/s della potenza di 91 kW


Progetto finanziato dalla Regione Veneto – L.R. 5/09/1984, n. 50, art. 44
DGRV n. 618 del 11 maggio 2021 e n.1411 del 12 ottobre 2021

 

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