Ponti Alti


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Impianto idrovoro

NOME: Idrovora Ponti Alti

LOCALITÀ: S. Apollinare (Ro)

CONSORZIO ORIGINARIO DI APPARTENENZA: Campagna Vecchia Superiore (1826-1955)

DATA COSTRUZIONE: 1940-1947

PROGETTISTA: Vittorio Dolfin

NOTE STORICHE:

Prima del 1939, il comprensorio di Campagna Vecchia Superiore scaricava le acque consorziali nel Canalbianco in località Valliera. In quell’anno, però, l’ing. V. Dolfin firmava un progetto di massima che prevedeva lo spostamento del punto di scarico a monte del ponte di S. Apollinare, con la costruzione di una apposita idrovora a quattro pompe.

Opportunamente modificato dal progetto esecutivo e da successive perizie, il programma fu attuato a partire da quello stesso 1939 con l’escavo di un nuovo tratto del Ramostorto, che doveva raccordare il vecchio scolo con la nuova idrovora. Anche se rallentati dalla guerra, i lavori proseguirono negli anni successivi con la costruzione di fabbricato, casa dei macchinisti ed adiacenze (lavori eseguiti all’impresa Brancalion-Chiarato) e la sistemazione ulteriore degli scoli. Motori diesel ed elettrici e pompe ad elica furono forniti dalla ditta Tosi subito dopo il conflitto mondiale.

L’alluvione del 1951 danneggiò profondamente i manufatti, e fu necessario procedere al ripristino di scolo, fabbricato, macchine e bacino di arrivo. Il progetto iniziale, elaborato nel 1952 dal medesimo ing. V. Dolfin, fu poi integrato dal suo successore Antonio Gasparetto.

Negli anni Settanta il Consorzio Valdentro Medio Polesine, succeduto al CVS nella gestione dell’impianto, ne decise il potenziamento con l’installazione di due ulteriori pompe, una delle quali proveniente dal vicino dismesso impianto sul Borsea. Poco a monte dell’idrovora Ponti Alti sorge infatti un piccolo fabbricato: è l’edificio che in origine ospitava un’altra idrovora presto caduta in disuso.

Il Consorzio Borsea e Luoghi Superiori, in base al progetto redatto dall’ing. Giuseppe Dolfin, nel 1934 iniziò la bonificazione meccanica del territorio consorziale, che fino a quel momento era affidata allo scolo naturale. Si predispose quindi, anche in questo caso, perché lo scolo delle acque consorziali – prima a Valliera – avvenisse in Canalbianco a S. Apollinare.

La costruzione del fabbricato idrovoro e della relativa casa del macchinista furono affidate alla ditta Mazzucato. Nel settembre del 1935 i lavori erano portati a termine e si procedette ad installare una pompa da 150 cavalli, sistemando nel contempo i canali per allacciarli alla nuova macchina.

Nel 1951 lo stabilimento fu ingrandito e venne installato un secondo gruppo motopompa. L’alluvione, a differenza della vicina Ponti Alti, non provocò molti danni e la piccola idrovora del Borsea, coadiuvata da un gruppo sussidiario, venne in aiuto alla più grande vicina rimasta danneggiata.

Nei primi anni Settanta, nell’ambito degli studi per la darsena portuale di Rovigo, il Valdentro Medio Polesine progettò lo spostamento del tratto terminale dello scolo Borsea con il conseguente abbandono totale della piccola idrovora.

Nel 2018, mediante un intervento di somma urgenza, è stato ripassato ed impermeabilizzato il tetto dell’idrovora, che aveva riportato danni dalle intense avversità metereologiche avvenute nei mesi di marzo e aprile dello stesso anno.

Attualmente nell’impianto sono in funzione n 8 elettropompe per una portata massima di 15,65 metri cubi al secondo:

N.1 elettropompa da 2800 l/s della potenza di 88 kW

N.1 elettropompa da 2500 l/s della potenza di 132 kW

N.1 elettropompa da 2500 l/s della potenza di 150 kW

N.1 elettropompa da 2850 l/s della potenza di 166 kW

N.1 elettropompa da 2500 l/s della potenza di 160 kW

N.1 elettropompa da 2500 l/s della potenza di 160 kW


Progetto finanziato dalla Regione Veneto – L.R. 5/09/1984, n. 50, art. 44
DGRV n. 618 del 11 maggio 2021 e n.1411 del 12 ottobre 2021

 

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