San Marco


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Impianto idrovoro

NOME: Idrovora San Marco

LOCALITÀ: Sarzano (Rovigo)

CONSORZIO ORIGINARIO DI APPARTENENZA: Consorzio di S. Giustina (1556-1962)

DATA COSTRUZIONE: 1924-1926

PROGETTISTA: ing. Carlo Marchi

NOTE STORICHE:

L’idrovora S. Marco assicura il deflusso del bacino omonimo che si trova racchiuso fra Adige e Rezzinella alle porte della città di Rovigo. In origine il territorio in questione apparteneva all’antico Retratto di S. Giustina e le Valli di S. Marco erano così denominate perché di ragione della Serenissima. La cessione ai privati a partire dall’inizio del XVIII secolo diede avvio ai primi interventi di bonifica che vennero effettuati nel corso dell’Ottocento anche con l’uso di piccole idrovore. Per un intervento organico fu però necessario aspettare il Novecento: il progetto generale di bonifica, elaborato a partire dal 1906 dall’ing. Carlo Marchi e definitivamente approvato nel 1914, prevedeva per il bacino in questione la radicale sistemazione degli scoli e la costruzione di una idrovora consorziale, inizialmente pensata come macchina a vapore.

Di fatto, i lavori poterono prendere avvio solo dopo la fine della prima guerra mondiale: con perizia di stralcio 24 gennaio 1924 fu aggiornato il lotto relativo all’asciugamento del bacino S. Marco alla confluenza degli scoli Cesta, Pestrina e del nuovo scolo Commissaria. Il progetto prevedeva l’installazione di pompe centrifughe alimentate ad elettricità.

La costruzione di fabbricato idrovoro, casa dei macchinisti, cabina di trasformazione e manufatti annessi fu affidata all’impresa Mazzucato Oddone, che eseguì i lavori fra il 1924 e il 1926, la fornitura e posa in opera dei meccanismi elettrici venne appaltata alla CGE, e macchinari, motori e pompe furono installati dalla ditta Tosi. Il collaudo generale dell’8 gennaio 1927 segnò il completamento dell’opera.

Nel gennaio 1945 il complesso di S. Marco accolse temporaneamente anche gli uffici consorziali in occasione dello sfollamento di Rovigo per ragioni belliche.

Nonostante i lavori effettuati negli anni, come la rimessa in efficienza dell’impianto dopo l’alluvione del 1951, la costruzione del ponte in cemento armato attraverso il canale di scarico (1971-1975), e i lavori di ammodernamento e sistemazione di edificio, macchine, chiaviche e bacini, il complesso idrovoro, ancor oggi in attività, ha mantenuto il suo aspetto e fascino originario.

Nel 1975 fu costruito a fianco della casa dei macchinisti un magazzino-officina, successivamente ampliato e adibito a centro operativo. Con progetto 14 ottobre 2013, a firma dell’ing. Riccardo Altieri e del geom. Stefano Cattozzo, sotto la direzione dell’ing. Veronese, e con il finanziamento della Fondazione CARIPARO, l’edificio fu riconvertito a sede d’archivio. Inaugurato il 25 ottobre 2017, l’Archivio storico Consorziale conserva importanti fondi documentari con carte a partire dalla fine del XV secolo, costituenti gli archivi dei consorzi originari.

Attualmente nell’impianto sono in funzione n.3 elettropompe per una portata massima di 6,63 metri cubi al secondo:

N.2 elettropompe gemelle da 3000 l/s della potenza di 110 kW

N.1 elettropompa da 630 l/s della potenza da 27 kW


Progetto finanziato dalla Regione Veneto – L.R. 5/09/1984, n. 50, art. 44
DGRV n. 618 del 11 maggio 2021 e n.1411 del 12 ottobre 2021

 

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