Voltascirocco


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Impianto idrovoro

NOME: Idrovora di Voltascirocco

LOCALITÀ: Adria

CONSORZIO ORIGINARIO DI APPARTENENZA: Consorzio di Bresega (1556-1962)

DATA COSTRUZIONE: 1876-1877

PROGETTISTI: Ottavio Spadon, Tommaso Morandi

NOTE STORICHE:

Su richiesta della Presidenza di Bresega, il 20 luglio 1853 l’ingegnere Cesare De Lotto presentò il progetto di una macchina a vapore con ruota a schiaffo da istituire in località Voltascirocco (Adria). Lo scopo era quello di applicare al territorio consorziale le nuove tecniche di asciugamento meccanico, adattando a tal fine il tratto esterno dello scolo Bresega, escavato nel 1824 per riversare le acque in Canalbianco.

Il progetto De Lotto fu esaminato e messo a confronto con altre proposte. Incertezze e indecisioni sulla soluzione migliore finirono per bloccare l’iniziativa, che venne temporaneamente accantonata.

Il 31 dicembre 1873 l’ingegnere capo dell’Ufficio tecnico provinciale, Ottavio Spadon, affiancato dall’ingegnere consorziale Tommaso Morandi, consegnò un nuovo elaborato in cui riprendeva aggiornandola alle nuove tecniche l’idea iniziale del De Lotto, progettando un sistema basato sul vapore per azionare due grandi ruote a schiaffo.

I lavori di costruzione furono affidati allo Stabilimento Tecnico Triestino e presero avvio con il 1876 per concludersi nel febbraio 1877. Accanto all’edificio destinato ad ospitare le macchine sorsero l’alta ciminiera e, come d’uso, anche la casa del macchinista e i locali di servizio.

L’innovativo sistema idrovoro di Bresega suscitò grande interesse: il progetto, inviato nel 1881 all’Esposizione Nazionale di Milano e nel 1884 all’Esposizione Generale Italiana di Torino, fu definito all’avanguardia dall’olandese Huet, professore al Politecnico di Gratz, in una lettera date alle stampe nel 1884. Ancora nel 1899 la macchina di Voltascirocco era meta di studenti e studiosi.

Tuttavia, pochi anni dopo era diventata obsoleta e si rendevano perciò necessarie modifiche sostanziali. In base al progetto generale di bonifica redatto nel 1915 dall’ingegner Luigi Crocco, le macchine a vapore furono sostituite con pompe centrifughe azionate da energia elettrica; i lavori di adattamento di fabbricato e bacini furono eseguiti dall’impresa Oddone Mazzucato nell’immediato dopoguerra. Furono quelle le prime di una serie di modifiche che trasformarono il vecchio stabilimento in quello attuale, a partire dalla sostituzione dei motori elettrici con quelli a diesel negli anni Quaranta.

Il fenomeno dell’abbassamento del suolo obbligò a radicali aggiustamenti: lavori di potenziamento furono eseguiti negli anni Sessanta ed Ottanta e lo stabilimento perse così definitivamente la sua fisionomia originaria. Su progetto 15 aprile 1997 (ing. G. Veronese), il numero complessivo delle pompe esistenti fu portato a nove. Il complesso di Voltascirocco con le sue pompe idrovore e le tre chiaviche doppie rappresenta oggi il punto nodale per lo scarico in Canalbianco delle acque di Ceresolo, Rezzinella, Tron e Bresega attraverso il Nuovo Adigetto.

L’idrovora Voltascirocco costituisce il punto di recapito delle acque del canale Nuovo Adigetto, che attraversa un territorio fra i più colpiti dal fenomeno della subsidenza.

Nel canale Nuovo Adigetto vengono convogliate le acque dei canali Ceresolo, Tron, Stoppaccine e Bresega, risultando quindi il collettore finale di circa 20.000 ettari del comprensorio.

Lo scarico in Canalbianco delle acque avviene in modo alternato, mediante porte vinciane a pelo libero, se i livelli del Canalbianco lo consentono, diversamente mediante sollevamento meccanico con un impianto da 26,7 m3/s mediante l’idrovora Voltascirocco.

A causa delle mutate condizioni di regime di lavoro, col progetto in data 14 luglio 2020 dell’ing. R. Altieri dei lavori di adeguamento delle apparecchiature elettromeccaniche delle idrovore Valli Adria e Voltascirocco in relazione alle nuove quote di scarico dovute all’abbassamento dei suoli, finanziati con i fondi della Legge 205/2017, art. 1, comma 129 (fondo per la subsidenza), è stata prevista la sostituzione dei motori di due pompe centrifughe, aventi portata ciascuna di 3.00 m3/s, e l’adeguamento dei relativi quadri elettrici di comando e controllo.

Attualmente nell’impianto sono in funzione n 9 elettropompe per una portata massima di 26,7 metri cubi al secondo:

N.1 elettropompa da 3000 l/s della potenza di 160 kW

N.1 elettropompa da 3000 l/s della potenza di 160 kW

N.1 elettropompa da 3000 l/s della potenza di 160 kW

N.1 elettropompa da 1400 l/s della potenza di 63 kW

N.1 elettropompa da 1400 l/s della potenza di 63 kW

N.1 elettropompa da 1400 l/s della potenza di 63 kW

N.1 elettropompa da 4500 l/s della potenza di 132 kW

N.1 elettropompa da 4500 l/s della potenza di 132 kW

N.1 elettropompa da 4500 l/s della potenza di 132 kW


Progetto finanziato dalla Regione Veneto – L.R. 5/09/1984, n. 50, art. 44
DGRV n. 618 del 11 maggio 2021 e n.1411 del 12 ottobre 2021

 

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